Il Festival di Cortometraggi Spi Stories giunge alla quattordicesima edizione. Il concorso, ideato dalla casa editrice LiberEtà e dal Sindacato dei pensionati della Cgil ha scelto per questa edizione il titolo “Chissà se fuori... Raccontare le solitudini, ritrovare la comunità"
Quest’anno, il concorso si concentra su solitudine suvbita o ricercata, sulla comunità e sulle relazioni. Ci sono momenti in cui ciascuno si scopre fragile. Non solo quando il corpo si ferma, ma quando qualcosa si incrina nel legame con gli altri, quando la voce non trova più risposta, quando il mondo sembra andare avanti senza di noi.
La solitudine el afragilità non sono eccezioni, ma parte della condizione umana: esperienze che attraversano generazioni, che si nascondono dietro vite apparentemente piene ,che mettono a nudo il bisogno più profondo di ogni persona — essere vista, ascoltata, riconosciuta.
"Chissà se Fuori.." nasce per raccontare tutto questo. Per dare parola e forma a ciò che spesso resta in ombra, o che si pensa appartenga solo a qualcuno: i malati, gli anziani, chi vive ai margini. Ma la solitudine non ha un solo volto, e la fragilità non appartiene solo a una stagione della vita. Ci sono fragilità giovani, che non trovano posto nel mondo. Ci sono solitudini collettive, che abitano le città affollate. Ci sono vite piene di rumore, ma vuote di presenza. Il concorso vuole esplorare questo spazio sottile tra il “dentro” e il “fuori”: chi resta dentro i confini della comunità, chi ne viene escluso, chi prova a uscire per cercare aria, chi si perde e chi ritrova strada grazie a un gesto, a una parola, a uno sguardo. “Fuori” non è solo ciò che ci separa, ma anche ciò che può rimetterci in relazione. Fuori è la piazza, la strada, il gruppo, la voce di chi chiama.
Fuori è la soglia da cui può ripartire un incontro. Fragilità non è sinonimo di debolezza, ma di possibilità. Chi riconosce la propria fragilità è già “fuori” da un mondo che pretende forza e autosufficienza. È chi sceglie di restare permeabile, di accogliere, di costruire legami. In questa prospettiva, la fragilità diventa un atto politico: ci obbliga a pensare a come viviamo insieme, a quanto spazio lasciamo alla cura, all’ascolto, alla solidarietà. Chissà se Fuori... non chiede commiserazione, ma consapevolezza. Invita a raccontare, con qualsiasi linguaggio, la vita fragile che resiste, la solitudine che cerca un varco, il bisogno di comunità che attraversa le nostre giornate. È un invito ad aprire la porta, a guardare cosa c’è fuori — e forse, anche, chi stiamo lasciando fuori.
Al concorso si può partecipare realizzando un video della lunghezza massima di undici minuti, realizzato non prima del gennaio 2025.